PROROGA DETRAZIONI FISCALI DEL 55% : NUOVO DECRETO DAL GOVERNO
Domenica 02 Ottobre 2011 18:42
PDF Stampa E-mail

Vedrà la luce probabilmente entro una decina di giorni il nuovo decreto per la crescita che il Governo sta mettendo a punto in queste ore.

Il provvedimento propone la proroga per tre anni della detrazione fiscale del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, con alcune modifiche quali l’introduzione di tetti di spesa e la rimodulazione degli incentivi in funzione degli interventi.

Si ipotizza l’introduzione di tetti di spesa specifici, prima non previsti (non più tot €/mq di pannello solare, non più di tot €/kW per le caldaie ecc.), mentre per alcuni interventi viene proposto l’abbassamento della spesa massima detraibile.


Riproposta, inoltre, la detrazione per elettrodomestici ad alta efficienza e pompe di calore, ma con percentuali più basse. Per alcuni interventi, come finestre e piccole caldaie, è allo studio la riduzione fin da subito al 41% della percentuale di detrazione.


Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, ha affermato che “la procedura dell’Europa contro l’Italia sul rendimento energetico degli edifici è uno stimolo in più a inserire la detrazione del 55% nel Decreto Sviluppo” e che “la proroga delle detrazioni del 55% è uno strumento anticiclico perché consente di fare crescita economica ed è fondamentale estenderla per un periodo adeguato così da stimolare anche investimenti più cospicui”.


Il secondo capitolo del Decreto per lo Sviluppo è dedicato alle Infrastrutture, con misure volte ad accelerare la realizzazione delle grandi opere e ad incrementare la capacità di investire delle imprese.


Per rilanciare le grandi opere, il Governo sta ipotizzando di introdurre incentivi fiscali per i capitali privati investiti in infrastrutture. L’idea è quella di sostituire i contributi pubblici diretti con tagli a Irap e Ires per i privati che decidano di investire nei lavori pubblici. Non è ancora chiaro se gli incentivi riguarderanno solo 8/10 infrastrutture, tra autostrade e ferrovie (la Napoli-Bari e la Milano-Padova ad alta velocità), oppure una platea più ampia di opere.


Le altre misure allo studio sono: la semplificazione dell’iter autorizzativo del Cipe, la cessione di immobili pubblici come corrispettivo delle concessioni; la possibilità di utilizzare le riserve tecniche delle assicurazioni per finanziare infrastrutture; la semplificazione dell’iter di approvazione dei progetti dei concessionari autostradali; la destinazione dell’extragettito Iva al finanziamento delle opere.

Fonte: [ Edilportale.com ]