Efficienza Energetica novità: Deroghe ai confini edifici per interventi di miglioramento isolamento termico
Mercoledì 04 Agosto 2010 09:03
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Il recente D.Lgs. 56/2010 introduce alcune piccole ma significative modifiche a quelli che sono stati i capisaldi della Normativa in materia di risparmio energetico e fonti rinnovabili, ed in particolare il D. Lgs 192/2005 e il D.Lgs. 115/2008

Il primo tema di rilevante impatto è, indubbiamente, quello delle deroghe sulla già complessa materia urbanistica delle distanze dai confini.

Esso si inserisce all' interno di un' architettura normativa che aveva già modificato il regime di calcolo in deroga dei volumi e dei confini per l' ottenimento di migliori livelli di efficienza energetica, e i cui presupposti giuridici sono rintracciabili nei commi dell' art. 11 del D.Lgs. 115/2008 denominato: '' Semplificazioni e razionalizzazione delle procedure amministrative e regolamentari'' .

Il predetto articolo, al comma 1, specificava come nel caso di edifici di nuova costruzione: lo spessore delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, superiori ai 30 cm, il maggiore spessore dei solai, tutti i maggiori volumi e superfici, necessari ad ottenere una riduzione minima del 10% dell' indice di prestazione energetica dell' edificio, non sarebbero stati considerati nei computi per la determinazione dei volumi, delle superfici e nei rapporti di copertura con riferimento:

  • alla sola parte eccedente i 30 cm,
  • fino ad un massimo di ulteriori 25 cm per gli elementi verticali e di copertura,
  • di 15 cm per quelli orizzontali intermedi.

All' interno del sistema di deroghe prima sintetizzato, sempre il comma primo dell' articolo 11 prevedeva, inoltre, la possibilità di derogare, nel rispetto dei predetti limiti, sia all' interno delle procedure per il rilascio dei titoli abitativi, sia a livello nazionale che regionale e comunale, per quel che riguarda:

  • le distanze minime tra gli edifici;
  • le altezze massime degli edifici.

Analogo ragionamento derogatorio viene fatto anche per gli edifici da ristrutturare, ossia interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti.

Nel caso di in cui, per ottenere una riduzione del 10% dei valori dei limiti di trasmittanza dell ' appartamento, fosse necessario prevedere un aumento:

  • dello spessore dei muri esterni,
  • degli elementi di copertura,

viene permesso di derogare, a tutti i livelli di pianificazione ( nazionale, regionale, comunale ) in merito alle:

  • distanze minime tra edifici,
  • distanze minime di protezione dal nastro stradale,

per quel che riguarda la misura massima di :

  • 20 cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne,
  • 25 cm per le altezze massime degli edifici.

La suddetta deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti.

Quello appena descritto era il quadro antecedente alla modiica, ossia un sistema normativo in cui erano state previste deroghe per quel che riguarda gli edifici fisici ma non, invece , per le distanze dai confini di proprietà.

Il decreto 56/2010 ha opportunamente integrato i due commi dell' articolo 11 del D. Lgs 115/2008, aggiungendo la specifica per cui le deroghe valgono non solo per gli elementi fisici del costruito ma anche per le proprietà dei terreni; tra gli elementi in deroga, infatti, è stata aggiunta la frase : '' le distanze minime dai confini di proprietà ''

Ciò permetterà di variare il computo delle distanze per i maggiori spessori e volumetrie non solo dalla sagoma dell' edificio/ parete confinante, ma anche dalla proprietà catastale antistante il terreno dove l' abitazione dovrà essere realizzata e/o ristrutturata, pur non avendo di fronte a se un altro edificio ( terreno potrebbe avere destinazione agricola oppure la proprietà non essere interessata all' edificazione sul terreno in oggetto )

Di analogo tenore la seconda precisazione inserita nel predetto aricolo 11. Al comma 3 dello stesso, infatti, nella sua versione originaria, veniva precisato come in caso di interventi di utilizzo delle fonti rinnovabili in edifici e impianti indusriali, ossia di installazione di singoli generatori eolici, nonchè di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici, tutti questi non fossero da considerarsi come interventi di manutenzione ordinaria, e di conseguenza, non soggetti alla disciplina della DIA ( ora cambiata in SCIA ), ma solo una comunicazione preventiva al Comune. La legislazione successiva, in particolare le norme tecniche per l' edilizia ( NTE ), avevano di fatto disallineato le due impostazioni, il legislatore ha perciò modificato l' architettura originale, specificando come gli interventi relativi agli impianti per fonti rinnovabili di piccole dimensioni rientrassero pienamente nelle disposizioni in materia di assimilazione alla manutenzione straordinaria degli interventi di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia, di conservazione, risparmio e uso razionale dell' energia in edifici ed impianti industriali.