QUARTO CONTO ENERGIA : ECCO LA BOZZA ANCORA NON IN VIGORE
Martedì 19 Aprile 2011 13:28
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Finalmente il tanto atteso Quarto Decreto sul Conto Energia è in via di approvazione, di seguito le prime analisi sulle novità del decreto ed eventuali criticità per il settore.

La bozza di decreto ( scaricabile dal sito QualEnergia.it ) del quarto conto energia che entrerà in vigore dal 1° giugno 2011 è stato realizzato di concerto tra Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell'Ambiente e dovrebbe andare domani in Conferenza Unificata.

Il decreto prevede che l'obiettivo indicativo a fine 2016 di potenza installata incentivata con il conto energia sia di 23 GW, che dovrebbe corrispondere ad un costo cumulato annuo degli incentivi stimabile tra 6 e 7 miliardi di euro.

 

Prima di un'analisi più accurata, si segnalano subito alcuni aspetti che si ritengono piuttosto problematici:

1. E’ presente di fatto un limite (indicativo) di potenza annuale installata anche per gli impianti su tetto. Una disposizione che potrebbe essere invece eliminata

2. Il limite annuale è dunque indifferenziato tra impianti a terra e impianti su edifici. Tuttavia viene eliminato un tetto di potenza annuale per gli impianti cosiddetti "piccoli" che il decreto ancora non definisce (se venisse adottata la definizione di Confindustria la soglia dei piccoli impianti diventerebbe 200 kW).

3. Nel periodo 1 giugno-31 dicembre 2011, la tariffa incentivante decresce velocemente mese dopo mese: ad esempio, da giugno a dicembre in totale il taglio è di circa il 23% per impianti FV da 1 a 3 kW su edifici (da 0,387 a 0,298 €/kWh) e del 34% per impianti a terra da 1 a 5 MW (da 0,277 a 0,181 €/kWh). Impossibile dunque prevedere a quale tariffa potrà accedere un impianto nel secondo semestre del 2011.

4. Il premio per la sostituzione dell’eternit è confermato al 10%, ma con la riduzione delle tariffe diventa sempre più difficile affrontare i costi di rimozione, bonifica e ricopertura che nella di fatto sono incomprimibili e indipendenti dal mercato del fotovoltaico. Meglio sarebbe un premio fisso per la rimozione dell'eternit che oscilli tra 3 e 5 centesimi di euro per kWh. Senza l'eliminazione del cap per gli impianti su tetto e un premio fisso si può affermare che le banche non sarebbero in grado di finanziare gli impianti perché: a) non avrebbero la certezza della disponibilità del contributo; b) la contrazione del premio con la tariffa non consentirebbe di sostenere già alla fine del 2011 i costi di rimozione bonifica e ricopertura.

 

Fonti : [ QualEnergia.it ] - [ Edilportale.com ]